da Motoblog
Honda al TTA 50 anni dal debutto della Honda nelle competizioni al mitico Tourist Trophy, la CBR1000RR e la CBR600RR hanno trionfato nel weekend di gare sull’Isola di Man. Sarà un segno del destino?
Honda ha monopolizzato il podio della Superbike, con John McGuiness, Steve Plater e Guy Martin nell’ordine – premiati dall’ospite d’onore del TT Valentino Rossi.
McGuiness Honda Fireblade HM Plant, alla 15ma vittoria sul tracciato isolano, ha stabilito anche il nuovo record della corsa e la nuova media record sul giro, 130,442 miglia. Un trionfo Honda completato inoltre dalla grandissima affermazione della CBR600RR nella categoria Supersport 600.
Il vincitore Ian Hutchinson Padgetts racing, dopo una gara combattutissima, ha infatti preceduto gli altri hondisti Guy Martin, Keith Amor, Steve Plater e John McGuiness – tutti in sella alla moto che da 6 anni vince ripetutamente il titolo iridato Supersport. Un 1-2-3-4-5 che ha annichilito gli avversari.
Max BiaggiQuando Max Biaggi ha firmato con l’Aprilia Racing per il ritorno della casa di Noale nel Mondiale Superbike sembrava l’ideale matrimonio per il nuovo progetto tutto italiano. Con la sua esperienza vincente e con il bagaglio tecnico, Aprilia aveva dimostrato in passato di essere in grado di sfidare e battere chiunque nel Mondiale Superbike; inoltre Biaggi, con tre vittorie all’attivo, ha abbracciato il progetto con facilità e sconfinato entusiasmo. A meta strada della loro prima stagione insieme, WorldSBK.com ha intervistato Max Biaggi, attualmente al quinto posto in classifica con 126 punti.
A meta campionato, come giudichi la tua stagione finora?
“Sono onestamente contento di essere già a questi livelli con una moto totalmente nuova e, considerando i primissimi test in gennaio 2009, sono doppiamente soddisfatto del lavoro fatto.”
Quanto vicino ad essere 100% competitiva è la RSV4 e cosa manca per essere allo stesso livello delle altre moto?
“E’ importante che la mia RSV4 arrivi almeno al 90% delle sue possibilità. Oggi siamo competitivi ma per lottare per la vittoria c’è ancora un po’ di lavoro da fare. Ma sono convinto che arriveremo presto a questo risultato.”
Com’è il family feeling all’interno la squadra? E’ come tornare a casa?
“Il Team è great! C’è un buon feeling e si lavora proprio bene.”
La RSV4 è una moto ispirata a una filosofia diversa delle altre moto, con motore a “V”. Cos’è che la rende diversa?
“Aprilia ha scelto un motore a “V” ed è l’unica casa che adotta questa soluzione tecnica. Inoltre ci sono molto innovazioni tecnologiche che fanno della RSV4 un vero gioiello.”
Tre case diverse in tre anni nella Superbike. E’ facile fare il salto da una all’altra?
“Non è mai semplice passare da una moto molto diversa all’altra. Il mio passato è il presente e si chiama: Aprilia.”
Cosa costituirebbe un vero successo quest’anno?
“Sarebbe un risultato grandioso poter vincere anche una sola gara nel 2009 ma sappiamo che è tutt’altro che semplice. Il target all’ inizio stagione era essere nei Top 10 nella classifica finale ma visti i risultati ora puntiamo ancora più in alto.”
Delle tre stagioni nel Mondiale, secondo te è questa quella più competitiva in termini di altri piloti e per arrivare sul podio? Qual è la tua opinione della Superbike?
“Il 2009 è l’anno dove ci sono molte squadre con piloti e moto competitivi. Il podio però è un discorso sempre aperto a 4-5 squadre non di più. La SBK è molto spettacolare e mi auguro che possa migliorare ancora.”
Quali sono le tue aspettative per la prossima gara di Misano?
“La prossima gara a Misano sarà fondamentale per me e la mia squadra. E’ una delle tre gare italiane dunque strategica anche per il marchio Aprilia. E’ fondamentale portare a casa un buon risultato soprattutto per i tanti tifosi che verranno a vederci.”
Ho passato un bel weekend tra passo della Futa, passo della Raticosa e passo del Giogo… che dire il Giogo mi ha entusiasmato moltissimo, soprattutto perchè non è così trafficato con gli altri due. Anche il manto stradale sembra una pista. Peccato sia corto, ma va bene così, mi son proprio divertito. Allego anche una moto fatta al Mugello, c’era l’entrata gratuita e ho assistito al trofeo 500 Abarth e altre prove di Ferrari. Emozionante.

Shiver al Mugello
Installati i nuovi leovince GP sulla Shiver.
La sostituzione degli scarichi originali è stata semplice, apparte qualche difficoltà nel trovare il giusto allineamento dei leo con gli occhielli delle staffe.
La differenza di peso è notevole, Leovince parla di 8 kg di differenza ed effettivamente facendo la prova con la bilancia è così. Lo scarico originale è talmente pesante che è difficile sollevarlo senza farsi venire un’ernia. Ora la moto sembra una bicicletta in confronto. Spostarla è diventato più semplice.
La qualità dei materiali è eccezionale anche se si tratta dei terminali più economici in commercio.
Mi piace poi il fatto che non danno tanto nell’occhio essendo in acciaio e quindi dello stesso colore degli originali.
Appena accesi il rombo è veramente forte e corposo, e l’aria sparata fuori è tantissima e anche qui si può notare quanto siano tappati gli scarichi originali. Tenuto conto che li uso con i db killer inseriti, potete immaginare quanto sia spaventoso il suono senza. E’ qualcosa di impensabile.
Nella confezione ci sono anche due piastrine forate che si possono frapporre tra collettore e terminale per diminuire il rumore in caso di controlli o revisioni. Naturalmente se ne sconsiglia l’uso in quanto ci ritroveremmo con i terminali tappati.
Sotto il codone della moto rimane un bel po’ di spazio vuoto e si intravede la membrana protettiva riflettente, così sto facendo realizzare una paratia in carbonio in modo da proteggere i vari componenti da acqua, fango e detriti in generale.
Appena il tempo lo permette farò un test per verificare se ci sono state perdite di potenza in basso a vantaggio di maggiore efficienza agli alti regimi come si dice in giro. Ma credo siano solo sensazioni in quanto diversi test al banco dimostrano il contrario, o meglio, leggero miglioramento ai bassi e agli alti. Di sicuro il vantaggio maggiore è il peso e il sound.
Un ottimo voto anche alla linea che snellisce parecchio la coda della moto anche se dispiace un po’ snaturalizzare il culetto di questa moto che è semplicemente fantastico e “all’italiana” dal punto di vista del design.
Questo video l’ho fatto sabato… sentite che rombo!
Premetto che non mi piacciono le giapponesi… le moto giapponesi, ma questa Yamaha FZ1 è proprio bella. Ha una linea aggressiva, ma allo stesso tempo elegante, è incazzata ma allo stesso tempo non è spigolosa.
Per non parlare del motore che a detto di chi l’ha provata è bello corposo e potente.
Insomma se adesso dovessi comprare una naked prenderei proprio questa nella versione abarth
Questa la cronaca: Hamilton taglia una chicane, passa Raikkonen ma poi (per evitare di essere squalificato) gli cede la posizione, ma in modo un po’ furbesco, cioè rallentando pochissimo, per poi ripassarlo subito nello stesso rettilineo. La Ferrari insorge perché in questo folle balletto a due giri dalla fine ha la peggio proprio Raikkonen che sbatte su un muro di gomme ed è costretto all’abbandono.
“Non ci sono piaciute le mosse del “ragazzino” dichiara a caldo Baldisseri visibilmente stizzito. Massa appare sul podio con una faccia da funerale. Lo stato maggiore di Maranello è in subbuglio. I giudici di gara si riuniscono e poche ore dopo la festa di Hamilton gli infliggono una pena durissima: 25″ di penalità per il sorpasso ai danni di Kimi Raikkonen.
Vittoria a tavolino quindi a Felipe Massa, secondo Nick Heidfeld con la BMW Sauber e terzo Hamilton. Sono decisioni pesanti, che mai onestamente avevamo visto prendere da parte dei giudici di gara e che riportano la F1 a un livello di “legalità” mai visto in precedenza. Il regolamento d’altra parte parla chiaro: è vietato tagliare il tracciato e se questo dovesse avvenire (per evitare un incidente o per errore) il pilota non ne può trarre beneficio. Ora è vero che Hamilton ha ridato la posizioni a Raikkonen, ma è anche vero che lo ha fatto solo per pochi metri e che poi poco dopo lo ha ripassato avendo accumulato una velocità pazzesca.
Chi ha ragione? Dite la vostra
La bicilindrica di Noale si è aggiudicata la gara che si svolge sulle montagne del Colorado (USA). La più famosa, massacrante e spettacolare gara in salita del mondo, realizzando il miglior tempo assoluto tra tutte le classi moto e lasciandosi alle spalle (di oltre 23 secondi) persino la vincitrice della categoria fino a 1200cc.
La Pikes Peak è, infatti, un banco di prova senza eguali per uomini e macchine. Da 2.835 a oltre 4.300 metri, in 20 chilometri di salita pazzesca, su asfalto e – nell’ultimo tratto – sullo sterrato (il mitico Devil’s Playground) di una delle montagne più alte degli Stati Uniti. 156 curve mozzafiato sempre sull’orlo del precipizio, fianco a fianco alle nuvole.
L’Aprilia SXV 5.5, condotta dall’americano Davey Durelle, ha sbaragliato tutti i concorrenti trionfando nella categoria fino a 750 cc imponendosi su mezzi di cilindrata superiore. Trionfo reso ancor più straordinario dal dato cronometrico: con 11 minuti, 42 secondi e 9 decimi lo statunitense ha realizzato il miglior tempo tra tutte le classi moto, infliggendo oltre 23 secondi di distacco alla vincitrice della categoria fino a 1200 cc.
Il trionfo delle moto venete è stato completato da uno straordinario quinto posto conquistato dall’italiano Andrea Padovani a bordo di una Aprilia Dorsoduro strettamente di serie. L’ultima nata in casa Aprilia si è confrontata senza timori reverenziali con macchine altamente specialistiche, su un percorso massacrante per una moto pensata per le strade e la vita di tutti i giorni. Cristian Lancellotti, alla guida di un’altra Aprilia SXV 5.5, ha colto un eccellente ottavo posto.
La mitica “The Race to the Clouds” si corre ogni anno a luglio in Colorado ed è una gara unica al mondo, una grande festa del motorismo. Una competizione antica ed epica, giunta all’86ª edizione, che vede al via ogni genere di mezzi: auto da rally, fuoristrada e 4×4 con potenze che sfiorano i 1.000 cavalli, camion da quasi 3.000 cavalli! Anche le moto sono ammesse, così come i quad e i sidecar tutti caratterizzati da motorizzazioni iperboliche.
Volevo ricordarvi di dare uno sguardo al sito di motociclisti-incolumi per non dimenticare che per colpa della strada ogni anno muoiono troppi motociclisti. Guard-rail, tombini, cordoli di gomma e pessime condizioni della strada sono i responsabili maggiori di incidenti mortali anche per il motociclista tranquillo che usa la moto con la testa.
Mette anche voi nel vostro sito questo piccolo banner per non dimenticare e supportare chi lotta per il bene dei motociclisti.

Consiglio questo economico, ma di ottima fattura, portatarga della M-Racing per Aprilia Shiver.
E’ costruito con acciaio aeronautico e oltre a pesare meno dell’originale costa meno della metà degli altri portatarga aftermarket.



Ragazzi da circa 3 settimane ho l’Aprilia Shiver 750 nera…. fatto rodaggio e tutto e devo dire che è una bellissima moto, adatta per il divertimento in montagna, ma anche per i tragitti casa-lavoro e con il passeggero.
Prossima settimana posto qualche video on-board… intanto beccatevi una foto!